DATE LE AVVERSE CONDIZIONI METEO, TUTTE LE CELEBRAZIONI SI TERRANNO PRESSO LA SALA MARAMOTTI CON GLI STESSI ORARI. ECCO IL LINK DELL’INDIRIZZO DELLA SALA MARAMOTTI ALBINEA
Sabato 29 marzo alle ore 9 in Piazza Caduti Alleati di Villa Rossi, si terranno le celebrazioni per l’ottantesimo anniversario del fatto d’armi di Villa Rossi e Villa Calvi. Nella prima parte della celebrazione avrà luogo la deposizione delle corone di fiori presso il monumento “Mai Più” e presso la lapide che ricorda il sacrificio dei tre paracadutisti inglesi a Villa Rossi.
Parole per scalfire l’indifferenza
Dopo la prima parte di celebrazione, saranno protagonisti gli interventi delle studentesse e degli studenti delle Scuole Secondarie di primo grado di Albinea. Seguiranno gli interventi della sindachessa Ibattici e di Oliver Ingel, sindaco di Treptow-Köpenik (Berlino) e del Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale.
Inno alla gioia
Per terminare le celebrazioni della mattinata, l’Orchestra O.S.A.R.E. eseguirà l’Inno alla gioia di Ludwig Van Beethoven. Questo brano (ma senza le parole di Schiller) è stato adottato come Inno Europeo dal 1972.
«Quella idea profetica della fondazione del regno di Dio sulla terra tra gli uomini di buona volontà, già auspicata da Kant, Beethoven l’aveva solennemente celebrata nel Finale della Nona Sinfonia, ove si esalta il regno della fraternità umana, la vittoria dell’uomo su ciò che fisicamente e moralmente l’opprime, la sua vittoria sulla tirannide politica e su quella delle passioni, la sua libertà. Con la Nona Sinfonia è come se egli, anzi la musica, uscisse appunto dall’ambito della esperienza personale dei sentimenti privati per abbracciare una visione più ampia in cui gli ideali non siano vane ombre, soggettivo riflesso dei desideri, ma vengano affermati e riconosciuti come oggettivamente validi. […] S’imponeva pertanto di uscire dal chiuso mondo individuale per entrare in uno più vasto, di ritrovare il mondo comune di chi veglia. Mentre vengono ripudiate le vane immaginazioni metafisiche e i sogni individuali, sorge imperioso il bisogno di reintegrare praticamente quei valori di cui ci viene negato il pieno e convincente possesso ideale. Sarà ora il cuore a dare norma alla ragione, a guidare l’uomo senza incertezza, mediante le leggi morali insite in lui, verso i suoi veri fini. La legge dell’amore stringerà tra loro gli uomini come la legge della gravitazione stringe insieme gli esseri nell’universo fisico, ma secondo un ordine anche più alto e mirabile perché non determinato da cieca necessità bensì da libera elezione.»
(Luigi Magnani, Beethoven nei suoi quaderni di conversazione, Laterza, 1970, pp. 137-8.)
